Ti trovi in: Home  »  Storia di Gaeta
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

Storia di Gaeta

Mitico ed avvolto da leggende è l'origine del nome di Gaeta (Caieta). Virgilio (Eneide, VII) vi fece morire la nutrice di Enea, che avrebbe dato il nome al luogo. E Dante, quasi a significare la storicità del poema virgiliano, confermò l'avvenimento (Inferno, XXVI). Secondo il geografo Strabone, invece, il nome sarebbe derivato dalla voce dorica "Kaietas", con il significato di insenatura, già approdo di navigatori fenici e greci.

Nell'età romana Gaeta divenne un rinomato luogo di villeggiatura di vari imperatori e, come nota Cicerone, un porto di notevole importanza. Sin dall'ultimo secolo della repubblica, sulle circostanti colline, luogo della lunata spiaggia della rada di Gaeta, e su tutta la costiera verso Sperlonga, sorsero grandiose ville con giardini e piscine, ninfei, templi e mausolei di cui restano ovunque imponenti testimonianze. Ancor oggi ammiriamo le tombe dei consoli Lucio Munazio Planco, sulla sommità di Monte Orlando, e di Lucio Sempronio Atratino, sul versante settentrionale dell'omonimo colle.

Nel Medioevo, per la posizione naturale (una singolare penisoletta alta e rocciosa), facilmente difendibile, Gaeta divenne una rocca munita, cioè un castrum, costituendosi nella prima metà del secolo IX in autonomo e fiorente ducato, oltre che sede vescovile, e dando inizio ad un intenso commercio marittimo nel Mediterraneo. Il ducato di Gaeta ha, altresì, rappresentato un'entità di notevole importanza tra il mondo cristiano e quello saraceno, tra lo Stato della Chiesa, la Terra S. Benedicti, i ducati ed i principati longobardi e bizantini dell'Italia meridionale.

L'accentuato carattere di piazzaforte assunto da Gaeta nei secoli seguenti, con varie cortine di bastioni ed opere artificiali tanto da essere definita "chiave del regno di Napoli" unitamente alla sua posizione strategica, risalterà ripetutamente in innumerevoli e memorabili assedi.

La caduta della fortezza coincide spesso con l'avvento di una nuova dominazione straniera o di una nuova dinastia nell'Italia meridionale.

Dal 1032, anno del tramonto del potere dei Docibili sul ducato di Gaeta, al 1504 con la definitiva conquista del regno di Napoli da parte degli Spagnoli, si succedono varie dominazioni (normanna, sveva, angioina, durazzesca, aragonese), che fanno di Gaeta la seconda capitale del regno. In questo stesso periodo Gaeta divenne, non di rado, base per la conquista di Napoli (Ladislao di Durazzo nel 1399; Alfonso d'Aragona nel 1442). La permanenza in Gaeta di alcuni sovrani determinò la costruzione di notevoli edifici, civili e religiosi, che hanno conferito al nucleo urbano, arroccato sull'estrema punta del promontorio, una particolare impronta storico-artistica: tra i tanti basterà ricordare il castello, sorto come sede regale.

La lunga presenza spagnola nella città (fino al 1707) mutò profondamente il suo ruolo di centro commerciale, legato alla vita sul mare, attraverso grandiose opere difensive, portate a termine da Carlo V (1538), che ridussero il centro urbano al rango di cittadella militare, senza possibilità di espandersi e di produrre. Gaeta nelle mura fu condannata ad una grama vita con conseguenze negative sullo sviluppo demografico, economico ed architettonico.

Agli Spagnoli seguirono gli Austriaci, mentre nel 1734 si ebbe la conquista di Gaeta da parte di Carlo di Borbone, il fondatore della nuova dinastia borbonica napoletana.

Ancora una volta le fortificazioni e le varie opere di difesa ebbero un ruolo predominante nell'organizzazione urbana. Durante il lungo periodo borbonico non mancarono assedi (1799, 1806 e 1815) oltre che un avvenimento d'interesse internazionale: il 25 novembre 1848, il pontefice Pio IX si rifugiò nella città (fuggito da Roma per la proclamazione della repubblica), tanto che fino al 4 settembre 1849 Gaeta assunse il ruolo di "secondo Stato della Chiesa". Il 13 febbraio 1861 sotto le mura di Gaeta terminò la dinastia borbonica e si ebbe il compimento dell'Italia unita.

Il secondo conflitto mondiale ha segnato una nuova tragedia travolgendo uomini e cose. Dalle immani distruzioni della guerra, dalla dispersione della sua popolazione si è originata una nuova realtà urbana.

Questa storia ha depositato la sua impronta in tutta la città, oggi uno dei centri balneari più rinomati della Riviera d'Ulisse.


Stampa la pagina Chiedi informazioni

il Patrono di Gaeta

Sant' Erasmo e' il patrono di Gaeta e Formia. Vescovo di Antiochia, durante la persecuzione di Diocleziano venne piu' volte arrestato, torturato e libeĀ­rato miracolosamente. Di fu