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Foto d'epoca di Gaeta

GAETA SCOMPARSA di Salvatore Taccone (Rino per gli amici)

Primo ventennio del 1900

II Guerra Mondiale

Decennio 50-60

Visita del Papa Giovanni Paolo II a Gaeta 1989


Introduzione (di Antonio Riciniello)

Gli ultimi giorni del novembre 2005 sono stati per me occasione di interessanti scoperte.
Nel cuore sempre caldo di Gaeta si nascondono infatti personaggi conosciuti, e meno conosciuti, in possesso di doti artistiche, letterarie, poetiche,o semplicemente dediti a particolari hobbies come la filatelia, la numismatica l'amore per la fotografia.
Ho avuto modo di visionare alcune centinaia di fotografie di Salvatore Taccone, l'amico Rino per i gaetani, raccolte nel presente volume.

In questa raccolta, che abbraccia un lungo periodo di vita Gaetana, dal 1900 al 1989, anno quest'ultimo della visita di Papa Giovanni Paolo II a Gaeta, rivediamo una Gaeta che non e 'è più.

Il susseguirsi di fotografie, consente di rivivere non solo la scomparsa di una vecchia Gaeta, ma una trasformazione palpabile che, man mano che le foto scorrono acuisce la nostalgia per i tempi che furono ed apre il cuore di chi, attraverso il passato, approda alla Gaeta moderna, magica fusione tra l'antico che vive ancora e il futuro che incalza.

Forse perché l'autore di questa raccolta, Salvatore Taccone, è quasi sempre vissuto in Contrada Catena, la pubblicazione offre un quadro "straziante" della metamorfosi subita da questa incantevole collina, dai suoi piedi a "Capo di Serapo", fino agli estremi lembi di Monte Lombone.

Si tratta di una metamorfosi che, guardando le foto, è possibile rivivere attraverso nostalgici passaggi: la piazzetta della Catena con la Chiesa di fronte e quella stradina ormai inutile e dimenticata tra il muro della piazzetta e la parete esterna della Chiesa, una mulattiera che dalla Catena portava all'Ariana; la posa delle prime pietre della Via Flacca, un 'arteria che tanto è stata importante per la città, nonostante il notevole impatto ambientale.

La vita cammina velocemente, sembrano dire le immagini di Rino, e tutto si adegua, nel bene e nel male. Vi sono bellissime immagini, come quelle del bagno alla "voggiarelle", in cui le nostre nonne e le nostre mamme, con i propri figli, combattevano la calura dell'estate gaetana facendo bella mostra di costumi "a la page" che farebbero inorridire i moderni tanga e coloro che li indossano.
E poi il malinconico scomparire dei capannoni dei cantieri navali Gallinaro e la nascita dei campi da tennis sulle ormai spazzate rovine dei bastioni dell'Addolorata, allora frequentati dalle giovani promesse azzurre come Panatta, Barazzutti e Bertolucci.

E ancora i festeggiamenti per il centenario dell 'Unità d'Italia e quelli per la visita di un eccelso cittadino Gaetano, il presidente dell 'Uruguay, Benito Nardone.

Attraverso questa splendida raccolta di fotografie Salvatore Taccone ci offre non solo l'immagine di una Gaeta che scompare, ma anche quella di una trasformazione lenta ed inesorabile della città, dagli albori del secolo scorso fino ai giorni nostri, una specie di lettura di quasi un secolo di urbanistica gaetana.

Nella presentazione di una silloge di poesie del compianto don Salvatore Buonomo il Prof Giuseppe De Filippis, che ha tradotto in immagini i versi del parroco della Chiesa dei S.S. Cosma e Damiano, dichiarava che la poesia è immagine. Allo stesso modo possiamo asserire che questa delicata raccolta di fotografìe, una straordinaria immagine della città attraverso il tempo, è semplicemente squisita poesia. Poema di immagini che l'amico Rino, ad ogni effetto, lascia alla sua amata città.


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