GAETA SCOMPARSA
di Salvatore Taccone (Rino per gli amici)

Foto storiche di Gaeta concesse gentilmente da Salvatore Taccone a Gaetavacanze.com per rendere pubbliche le fotografie di una città che tutti avremmo voluto vedere.


Foto e cartoline d'epoca di Gaeta scomparsa


Dal 1906 al 1926 Cartoline


Dal 1926 al 1937 Fotografie


Dal 1938 al 1960 Cartoline


II Guerra Mondiale

Immagini degli archivi dell'ufficio storico della marina militare(1942)

Invasione e distruzione della Città

Decennio 50-60
1952 Costruzione Litoranea | Abbattimento Bastioni Carlo V | Genti, luoghi e tradizioni di Gaeta |
La neve nel 1956
| Primi campi da tennis | Gaeta San Vito anni 60


Il primo ventennio del 1900
Fotografie di Gaeta primi anni del 1900

Visita del Papa Giovanni Paolo II a Gaeta 1989
Foto del Papa a Gaeta


Introduzione di Antonio Riciniello


Gli ultimi giorni del novembre 2005 sono stati per me occasione di interessanti scoperte.
Nel cuore sempre caldo di Gaeta si nascondono infatti personaggi conosciuti, e meno conosciuti, in possesso di doti artistiche, letterarie, poetiche,o semplicemente dediti a particolari hobbies come la filatelia, la numismatica l'amore per la fotografia.
Ho avuto modo di visionare alcune centinaia di fotografie di Salvatore Taccone, l'amico Rino per i gaetani, raccolte nel presente volume.

In questa raccolta, che abbraccia un lungo periodo di vita Gaetana, dal 1900 al 1989, anno quest'ultimo della visita di Papa Giovanni Paolo II a
Gaeta, rivediamo una Gaeta che non e 'è più. Il susseguirsi di fotografie, consente di rivivere non solo la scomparsa di una vecchia Gaeta, ma una trasformazione palpabile che, man mano che le pagine scorrono, acuisce la nostalgia per i tempi che furono ed apre il cuore di chi, attraverso il passato, approda alla Gaeta moderna, magica fusione tra l'antico che vive ancora e il futuro che incalza.
Forse perché l'autore di questa raccolta, Salvatore Taccone, è quasi sempre vissuto in Contrada Catena, la pubblicazione offre un quadro"straziante " della metamorfosi subita da questa incantevole collina, dai suoi piedi a "Capo di Serapo ", fino agli estremi lembi di Monte Lombone.

Si tratta di una metamorfosi che, sfogliando le pagine del libro, è possibile rivivere attraverso nostalgici passaggi:la piazzetta della Catena con la Chiesa di fronte e quella stradina ormai inutile e dimenticata tra il muro della piazzetta e la parete esterna della Chiesa, una mulattiera che dalla Catena portava all'Ariana; la posa delle prime pietre della Via Fiacca, un 'arteria che tanto è stata importante per la città, nonostante il notevole impatto ambientale. La vita cammina velocemente, sembrano dire le immagini di Rino, e tutto si adegua, nel bene e nel male.

Difficile soffermarsi su tutte le immagini, ma il lettore, l'appassionato, non potrà non scoprire, ognuno a suo modo, angoli familiari, noti e meno noti, che lo emozioneranno, come le Piazze che scompaiono per lasciar posto alle prime case popolari del dopoguerra, i ricordi del passato sepolti sotto la costruzione di nuove case, la scomparsa di piazza d'Armi e la nascita del centro studentesco ( il Nautico, il Liceo, le scuole medie "Carducci" e l'ariosa piazza Trieste), e poi il ricordo di una Gaeta "polare": il fatidico febbraio del 1956, quando la neve andò a lambire la battigia della spiaggia di Serapo.

Vi sono molte bellissime immagini, come quelle del bagno alla "voggiarelle", in cui le nostre nonne e le nostre mamme, con i propri figli, combattevano la calura dell'estate gaetana facendo bella mostra di costumi"a la page" che farebbero inorridire i moderni tanga e coloro che li indossano.
E poi il malinconico scomparire dei capannoni dei cantieri navali Gallinaro e la nascita dei campi da tennis sulle ormai spazzate rovine dei bastioni dell'Addolorata, allora frequentati dalle giovani promesse azzurre come Panatta, Barazzutti e Bertolucci.

E ancora i festeggiamenti per il centenario dell 'Unità d'Italia e quelli per la visita di un eccelso cittadino Gaetano, il presidente dell 'Uruguay, Benito Nardone.

Attraverso questa splendida raccolta di fotografie Salvatore Taccone ci offre non solo l'immagine di una Gaeta che scompare, ma anche quella di una trasformazione lenta ed inesorabile della città, dagli albori del secolo scorso fino ai giorni nostri, una specie di lettura di quasi un secolo di urbanistica gaetana.
Nella presentazione di una silloge di poesie del compianto don Salvatore Buonomo il Prof Giuseppe De Filippis, che ha tradotto in immagini i versi del parroco della Chiesa dei S.S. Cosma e Damiano, dichiarava che la poesia è immagine. Allo stesso modo possiamo asserire che questa delicata raccolta di fotografìe, una straordinaria immagine della città attraverso il tempo, è semplicemente squisita poesia. Poema di immagini che l'amico Rino, ad ogni effetto, lascia alla sua amata città.