L' ANTICA VIA FLACCA (Litoranea)
Antica Via Flacca, tra Sperlonga e la Piana di S.Agostino (Gaeta). Si tratta dell'antica via costiera risalente ad epoca romana, che collegava Terracina a Gaeta, passando per Sperlonga. Di essa rimangono i tratti costruiti dagli antichi romani per aggirare i promontori rocciosi, a picco sul mare, rimasti pressoché integri come percorso pedonale in quanto la moderna via costiera, costruita negli anni '60, supera questi tratti in galleria. Particolarmente suggestivi risultano i tratti, tutti percorribili a piedi (se non si soffre di vertigini!), che superano il promontorio della Villa di Tiberio, il promontorio di Capovento ed il promontorio tra lo stabilimento balneare Il Sombrero e la Piana di S.Agostino, con la sua lunga spiaggia, ormai completamente deturpata da pseudo-strutture turistico-balneari d'accatto. Nel percorso, oltre ai segni degli scalpellini sulla roccia viva ed alle costruzioni in opera quadrata su cui corrono alcuni tratti a picco sul mare, da segnalare, nel terzo promontorio, il superamento di un valico attraverso una grotta naturale, i ruderi sul promontorio di una torre di avvistamento dei pirati barbareschi, ed il trionfo incontaminato della flora mediterranea, con la sua incredibile varietà e profumi (provate in primavera!). I falchi nidificano tutt'ora sulle pareti a picco ed il paesaggio marino circostante é davvero mozzafiato. I promontori rocciosi, a mare, presentano grotte, sia di superfice che subaquee e conservano un habitat favorevole per una fauna marina, una volta molto ricca (cernie, saraghi, corvine, murene, gronchi, aragoste e cicale), oggi impoverita, ma ancora viva ed in grado di riprendersi. Tutto l'insieme, sarebbe ideale per la costituzione di un mini parco terrestre e marino, ma l'unico intervento, fin'ora, é stato costituito dalla realizzazione di una mini-oasi BLU, a cura del WWF, sul primo (e meno interessante, da un punto di vista dell'habitat) promontorio, quello sovrastante la Villa di Tiberio. Il luogo segnalato é nel Lazio, in provincia di Latina.
Fonte del testo: Claudio Bacchini