GAETA SCOMPARSA di Salvatore Taccone (Rino per gli amici)
In questa raccolta, che abbraccia un lungo periodo di vita Gaetana, dal 1900 al 1989, anno quest'ultimo della visita di Papa Giovanni Paolo II a Gaeta, rivediamo una Gaeta che non e 'è più.
Il susseguirsi di fotografie, consente di rivivere non solo la scomparsa di una vecchia Gaeta, ma una trasformazione palpabile che, man mano che le foto scorrono, acuisce la nostalgia per i tempi che furono ed apre il cuore di chi, attraverso il passato, approda alla Gaeta moderna, magica fusione tra l'antico che vive ancora e il futuro che incalza.
Forse perché l'autore di questa raccolta, Salvatore Taccone, è quasi sempre vissuto in Contrada Catena, la pubblicazione offre un quadro "straziante" della metamorfosi subita da questa incantevole collina, dai suoi piedi a "Capo di Serapo", fino agli estremi lembi di Monte Lombone.
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Foto e cartoline d'epoca di Gaeta scomparsa | Dal 1906 al 1926 Cartoline
Dal 1926 al 1937 Fotografie
Dal 1938 al 1960 Cartoline |  | | | | | II Guerra Mondiale | Immagini degli archivi della marina militare(1942)
Invasione e distruzione della Città |  | | | | | Decennio 50-60 | | 1952 Costruzione Litoranea
Abbattimento Bastioni Carlo V
Genti, luoghi e tradizioni
La neve nel 1956
Primi campi da tennis
Gaeta San Vito anni 60 |  | | | | | Il primo ventennio del 1900 | | Fotografie di Gaeta primi anni del 1900 |  | | | | Visita del Papa Giovanni Paolo II a Gaeta 1989 | Foto del Papa a Gaeta
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Il susseguirsi di fotografie, consente di rivivere non solo la scomparsa di una vecchia Gaeta, ma una trasformazione palpabile che, man mano che le foto scorrono, acuisce la nostalgia per i tempi che furono ed apre il cuore di chi, attraverso il passato, approda alla Gaeta moderna, magica fusione tra l'antico che vive ancora e il futuro che incalza. Forse perché l'autore di questa raccolta, Salvatore Taccone, è quasi sempre vissuto in Contrada Catena, la pubblicazione offre un quadro "straziante" della metamorfosi subita da questa incantevole collina, dai suoi piedi a "Capo di Serapo", fino agli estremi lembi di Monte Lombone.
Si tratta di una metamorfosi che, guardando le foto, è possibile rivivere attraverso nostalgici passaggi: la piazzetta della Catena con la Chiesa di fronte e quella stradina ormai inutile e dimenticata tra il muro della piazzetta e la parete esterna della Chiesa, una mulattiera che dalla Catena portava all'Ariana; la posa delle prime pietre della Via Fiacca, un 'arteria che tanto è stata importante per la città, nonostante il notevole impatto ambientale. La vita cammina velocemente, sembrano dire le immagini di Rino, e tutto si adegua, nel bene e nel male.
Vi sono bellissime immagini, come quelle del bagno alla "voggiarelle", in cui le nostre nonne e le nostre mamme, con i propri figli, combattevano la calura dell'estate gaetana facendo bella mostra di costumi "a la page" che farebbero inorridire i moderni tanga e coloro che li indossano. E poi il malinconico scomparire dei capannoni dei cantieri navali Gallinaro e la nascita dei campi da tennis sulle ormai spazzate rovine dei bastioni dell'Addolorata, allora frequentati dalle giovani promesse azzurre come Panatta, Barazzutti e Bertolucci.
E ancora i festeggiamenti per il centenario dell 'Unità d'Italia e quelli per la visita di un eccelso cittadino Gaetano, il presidente dell 'Uruguay, Benito Nardone.
Attraverso questa splendida raccolta di fotografie Salvatore Taccone ci offre non solo l'immagine di una Gaeta che scompare, ma anche quella di una trasformazione lenta ed inesorabile della città, dagli albori del secolo scorso fino ai giorni nostri, una specie di lettura di quasi un secolo di urbanistica gaetana.
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